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Finiture

Casa in pietra in Provenza: salvare il tetto in coppi

In una casa di pietra il tetto in coppi protegge i muri spessi dall’acqua: si possono tenere i coppi sani, ma solo dopo aver guardato listelli, travetti e grondaie.

Casa di pietra a due piani con tetto di coppi rosati, scala esterna in ferro, imposte in legno e pini sullo sfondo

Nelle bastide e nei mas di pietra della Provenza il tetto non è un semplice coperchio: scarica l’acqua lontano da muri che sono spessi, ma non impermeabili. Quando una tempesta o gli anni rovinano la copertura, la domanda ricorre sempre: si può tenere il tetto in coppi o va rifatto tutto? Nella valle dell’Huveaune, attorno ad Aubagne, un’impresa di coperture della valle dell’Huveaune spiega sul suo sito di rifare i tetti in tegole canale, di separare in fase di rimozione le tegole sane da quelle fessurate e di rimetterle in opera, completando con tegole di tinta vicina.

La risposta tecnica dipende da ciò che si trova sotto i coppi, e da quanto la pietra dei muri è esposta all’acqua. Questa pagina mette in ordine i punti da guardare.

Perché in una casa di pietra il tetto protegge anche i muri?

La pietra calcarea assorbe acqua e la restituisce lentamente. Se la copertura perde, o se le grondaie scaricano contro la parete, l’umidità sale e scende nella muratura: il segno più comune è una fascia scura alla base dei muri, con sali bianchi sulla superficie e giunti che si sbriciolano. Con il gelo, l’acqua nei pori spinge sulla pietra e stacca scaglie, un meccanismo descritto anche nel saggio sulle finiture per esterni.

Per questo, in una casa di pietra, sistemare il tetto e lo smaltimento dell’acqua viene prima di qualsiasi finitura dei muri: una facciata ripulita e protetta bagnata da una grondaia rotta si rovina di nuovo.

Si possono conservare i coppi quando si rifà il tetto?

Spesso sì, a una condizione: che siano sani. Alla rimozione si dividono i coppi integri da quelli incrinati; i primi si controllano battendoli leggermente (un coppo sano suona pieno, uno fessurato suona sordo) e si ripongono, i secondi si sostituiscono con coppi di colore e forma vicini. Il vantaggio è estetico e pratico: la copertura mantiene l’aspetto del tetto originario, e il paesaggio dell’edificio non cambia.

La voce enciclopedica sulle tegole ricorda quanto le forme tradizionali, dal coppo alla tegola marsigliese, dipendano dal clima e dalla pendenza: un coppo non si sostituisce con un altro tipo senza verificare la pendenza del versante.

Muro in pietra calcarea chiara sotto la grondaia, con un pluviale in zinco che scende lungo la facciata e qualche macchia scura sui blocchi

Che cosa si vede da terra e che cosa si scopre soltanto alla rimozione?

Da terra si vedono coppi spostati, colmi aperti, grondaie piegate e macchie sul soffitto dell’ultimo piano. Quello che conta di più, però, sta sotto: i listelli, i travetti e il tavolato possono essere marci o tarlati senza che l’esterno lo mostri. Per questo i preventivi seri si fanno in due tempi, prima con le foto e poi con una visita, e riservano una voce per le parti in legno da cambiare dopo la rimozione.

Se la struttura va rinforzata, il peso va calcolato: un muro di pietra sopporta bene il carico del tetto, ma ogni aggiunta, come un isolante o una guaina, cambia il carico e la ventilazione sotto i coppi.

Come si lega il tetto all’inerzia termica dei muri spessi?

I muri spessi di pietra accumulano calore di giorno e lo rilasciano di notte, un comportamento spiegato nel saggio sull’inerzia termica della pietra. Il tetto, però, resta il punto debole d’estate: un sottotetto non isolato o non ventilato scalda il piano superiore ben oltre ciò che fa la muratura. Rifare la copertura è il momento giusto per valutare l’isolamento sotto i coppi, perché il cantiere è già aperto e il lavoro non si ripete.

Perché grondaie e pluviali contano quanto i coppi?

Un tetto rifatto bene ma con le grondaie ostruite o rotte bagna comunque la facciata. L’acqua che trabocca da un canale pieno di foglie scivola sul muro, entra nei giunti e raggiunge la base, dove la pietra calcarea ne assorbe quanta ne trova. I pluviali devono scaricare lontano dal piede del muro, in un punto dove l’acqua non ristagni, e le grondaie vanno pulite almeno dopo la caduta delle foglie.

Quando il cantiere del tetto è aperto, è anche il momento di controllare i raccordi in zinco dei camini e dei muri che salgono sopra la copertura: sono i punti dove l’acqua entra più facilmente, e il lavoro costa meno se si fa con i ponteggi già montati.

Check-list prima di decidere fra riparare e rifare

  • fotografare il tetto dal giardino e dalla strada, con dettagli dei punti danneggiati;
  • guardare grondaie e pluviali: dove scaricano, e se bagnano i muri;
  • cercare la fascia scura alla base dei muri e i sali bianchi sulla pietra;
  • chiedere come vengono separati i coppi sani da quelli da sostituire;
  • prevedere nel preventivo una voce per listelli e travetti da cambiare;
  • valutare isolamento e ventilazione del sottotetto finché il tetto è aperto.

In sintesi

In una casa di pietra della Provenza il tetto in coppi si conserva quando i coppi sono sani e la struttura sotto regge; si rifà quando l’acqua ha già lavorato nella muratura. Prima viene l’acqua, poi la finitura dei muri, e un preventivo diviso per voci rende leggibile la differenza.